L'Isola di Pantelleria

L’isola di Pantelleria è una rilucente scoria vulcanica, adagiata al centro del Mediterraneo (gradi 36,48 latitudine Nord; gradi 12 longitudine Est), alla confluenza dei due bacini Ovest ed Est di questo mare, tra due continenti, l’Africa e l’Europa, esattamente tra la Tunisia e la Sicilia, più prossima a quella che a questa.
Dalla Tunisia dista infatti (Capo Mustafà) appena 70 Km, mentre dista dalla Sicilia (Capo Granitola) 110 km.
Nelle giornate chiare la costa tunisina si staglia così vicina che sembra di poterla toccare con poche bracciate di nuoto, mentre, di notte, è visibile il lampeggiare dei suoi fari; assai di rado invece si riesce a scorgere la Sicilia; soltanto in condizioni di eccezionale visibilità si avvista il Monte Erice.
Con accento drammatico Enrico S. Washington, venuto nell’isola nel settembre del 1905 per studi geologici, così descrive l’incontro: “Pantelleria si erge repentinamente dall’ampio, profondo canale che separa la Sicilia da Tunisi, in prossimità dei bordi del Banco dell’Avventura...”. L’eterna malattia del nazionalismo, che fa chiamare agli inglesi lo stretto della Manica “Stretto di Dover” e ai Francesi “Passo di Calais”, fa chiamare a noi questo canale “il Canale di Sicilia” e ai tunisini “il Canale di Tunisi”.
Una suggestiva immagine suscita in Robert Mowat l’allineamento Sud Est-Nord Ovest delle isole di Malta-Gozo-Pantelleria “gigantesche boe, che segnano, in mezzo al mare, la frontiera ideale tra il continente d’Europa e quello d’Africa”.

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